… das in dergleichen Fählen bißweillen der unversöchne Tott verhannden –
Elisabeth Katharina von Jordan aspetta il suo primo figlio e redige il testamento
Mentre oggi la morte sembra essere stata in gran parte allontanata dai pensieri delle persone che vivono alle nostre latitudini, nella prima età moderna era ancora onnipresente. Ciò risulta ancora più comprensibile se si considera con quanta rapidità la vita potesse terminare in caso di malattia o incidente, date le rudimentali possibilità mediche dell’epoca premoderna. Per le donne, inoltre, il parto non era solo un evento decisivo, ma anche potenzialmente letale, sia per la madre che per il bambino.
È difficile stimare quale fosse il tasso di mortalità delle puerpere nel XVII secolo, poiché nei registri parrocchiali più antichi mancano di norma le indicazioni sulla causa di morte delle defunte. Stime prudenti indicano un tasso di mortalità materna compreso tra l’1 e il 7 per cento, dove il parto del primo figlio rappresentava il rischio più elevato. Tuttavia, anche le donne la cui salute era già indebolita da numerose gravidanze e che partorivano in età avanzata erano esposte a un rischio elevato.
Se si considerano le limitate possibilità a disposizione delle ostetriche, si capisce perché Elisabeth Katharina von Jordan, nata von Khüepach, redigesse un testamento nel luglio 1671 al Colle – forse durante una villeggiatura estiva? – poco prima della nascita del suo primo figlio:
Nachdeme die woledlgeborne frau Elisabeta Catarina Jordanin geborne von Khiepach zu Ried, Haßlburg vnd Zimerlehen von Gott dem allmechtigen mit ainer leibsfrucht gesögnet worden, deren geburth sye mit verlangen erwartet, worzue derselben der Allerhechst ainen frölichen anplickh verleichen wolle, gleichwollen laider bekhanndte erfahrung gibt, das in dergleichen fählen bißweillen der vnuersöchne tott verhannden, die frauen bilder mit márckhleichen zuestenden dergestalt ybereillet, das ain vnd andere ohne disposition, wie es mit ihren vermigen gehalten werden solle, abstirbt, deme zeitlichen, vnd da mann noch bei gesundtem wolaufmigenden leib, gueter vernunfft vnd aussprach ist, auch wol thuen khann vnd mag, vorzupeigen, hat angedeite frau Jordanin mit zuuor gepflognen rath, wissen, willen vnd gegensein ihres von loblicher lanndthaubtmannschafft zuegeordneten anweißers dotiert, das derentwegen abgebne decret [...]
Elisabeth Katharina (detta anche Anna Katharina) nacque intorno al 1651 da Carl von Khüepach zu Ried e Maria Franziska Tanner von Tann e sposò, nel tardo autunno del 1670, Michael von Jordan, figlio del medico personale imperiale Rochus von Jordan e di Lucia Gottardello. Sappiamo che la giovane donna sopravvisse alla nascita del suo primo figlio, ma morì nell’autunno del 1683 a causa di una malattia non meglio specificata. Dal matrimonio, durato poco più di dieci anni, nacque tuttavia una sola figlia sopravvissuta, Lucia Martha von Jordan. Ciò potrebbe essere legato al fatto che Elisabeth Katharina visse per diversi anni separata dal marito a Merano presso sua madre, mentre il coniuge era tenuto a versarle un mantenimento; la figlia, invece, viveva a Bolzano con la nonna paterna Lucia von Jordan.
Queste, però, non furono le uniche vicende turbolente che interessarono la famiglia. Già nel 1682 era infatti morto il medico personale imperiale Rochus von Jordan, proprietario di diversi vasti possedimenti a Bolzano e nei dintorni nonché della residenza nobiliare Mair am Hof a Dietenheim; egli aveva tuttavia escluso dall’eredità il suo unico figlio, Michael. In seguito a una controversia sull’eredità paterna, quest’ultimo raggiunse un accordo con la madre e i fratelli. Dopo la morte della prima moglie nel 1683, mentre era ancora impegnato in una controversia con i cognati per la successione della defunta, Michael von Jordan sposò, prima della fine dello stesso anno, Maria Sidonia von Vintschger. Solo pochi mesi più tardi, tuttavia, dopo la nascita della sua seconda figlia, Maria Francisca, Michael von Jordan morì il 21 settembre 1684. Nel 1685 la figlia maggiore, Lucia Martha von Jordan, era prossima a sposare Paul Zanin, dottore in medicina proveniente dalla Val di Sole, tra i cui pazienti figuravano anche importanti famiglie dell’aristocrazia. Negli anni successivi Lucia Martha diede alla luce a Bolzano due figli.
Evi Pechlaner