Tutela e cura dei beni culturali
«I beni culturali sono il respiro dell'autonomia» Karin Dalla Torre
La tutela dei beni culturali è uno strumento giuridico che limita il diritto di proprietà su un bene nell'interesse pubblico, al fine di garantirne la conservazione. Nella Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, i poteri sovrani in materia di tutela dei beni culturali sono esercitati dal Giunta provinciale in qualità di massima autorità di tutela e dal/la Soprintendente in qualità di organo monocratico.
La/il Soprintendente individua i beni materiali mobili e immobili di proprietà privata o pubblica, la cui esecuzione risale ad oltre 70 anni, che rivestono un particolare valore culturale e devono essere sottoposti al vincolo di tutela dei beni culturali.
Con motivazioni particolari, la/il Soprintendente può anche proporre la tutela dei beni culturali di età inferiore ai 70 anni.
La conservazione è di interesse pubblico se il bene culturale materiale è, da un punto di vista sovraregionale, regionale o locale, un oggetto la cui perdita, distruzione o parziale distruzione, secondo la valutazione della/del Soprintendente, comporterebbe un danno al patrimonio culturale della Provincia.
Per la selezione si applicano i criteri di qualità, quantità di fonti storiche tramandate, varietà e diffusione.
La tutela dei beni culturali effettua una selezione ben motivata che tiene conto di tutte le epoche storico-culturali.
Oltre alla Provincia, anche i comuni sono responsabili della conservazione dei beni culturali.
La tutela dei beni culturali comprende tutte le azioni successive alla dichiarazione di vincolo che ne garantiscono la conservazione, la manutenzione e il restauro.
Sviluppo della tutela dei beni culturali in Alto Adige
Gli inizi della tutela dei beni culturali in Alto Adige risalgono al periodo della monarchia asburgica, quando nel 1850 l'imperatore Francesco Giuseppe I istituì la “k.k. Central-Commission zur Erforschung und Erhaltung der Baudenkmale” (Commissione imperiale e reale per lo studio e la conservazione dei monumenti architettonici), la prima organizzazione volontaria per la conservazione dei beni culturali. Nel 1911 fu fondata la Soprintendenza austriaca, che fino al 1919 era competente anche per l'Alto Adige.
Dopo il 1919, nel Regno d'Italia, l'autorità per la tutela dei beni culturali di Trento assunse i compiti di conservazione dei beni culturali nella nuova regione Venezia Tridentina. Nel 1939 entrò in vigore in Italia la Legge sulla Tutela delle cose d'interesse Artistico o Storico, che rimase sostanzialmente in vigore fino al 2004, quando fu introdotto il Codice dei beni culturali e del paesaggio, decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
Il Trattato di Parigi (detto anche Accordo Gruber-De Gasperi) del 5 settembre 1946 aveva lo scopo di tutelare il carattere etnico e culturale della popolazione di lingua tedesca dell'Alto Adige. Esso non prevedeva ancora alcuna competenza legislativa per la “tutela e la cura del patrimonio storico, artistico e popolare”. Poiché il primo statuto di autonomia era insoddisfacente, la cosiddetta “Commissione dei diciannove” fu incaricata di elaborare nuove disposizioni in materia di autonomia, tra cui la competenza primaria per i beni culturali e le attività culturali costituivano un tema fondamentale dei negoziati.
Fino al 1973, l'Alto Adige era sotto la competenza degli uffici statali per i beni culturali: Trento per la conservazione dei monumenti architettonici e artistici e Padova per la conservazione dei monumenti archeologici e archivistici. Fino al 1973, il Soprintendente trentino era competente anche per la Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige. Già allora la Giunta provinciale altoatesina sosteneva finanziariamente la conservazione dei beni culturali.
Solo il secondo Statuto dell'Autonomia (DPR n. 690/1972) ha disciplinato la competenza legislativa primaria e la competenza amministrativa in materia di beni culturali.
Diciannove mesi dopo l'entrata in vigore delle norme di attuazione del secondo Statuto dell'Autonomia, con la legge provinciale n. 26 del 12 giugno 1975 è stata istituita la Soprintendenza provinciale ai beni culturali come autorità provinciale per la tutela dei beni culturali. Questa legge ha disciplinato i beni architettonici e artistici, l'archeologia e, in parte, l'archivistica.
Dieci anni dopo è seguita la legge provinciale n. 17/1985, che disciplinava in modo autonomo l'archivistica e istituiva l'Archivio Provinciale dell'Alto Adige.
Entrambe le leggi sono state sostituite dalla Legge provinciale sui beni culturali del 18 luglio 2023, n. 14, che disciplina in modo uniforme l'intero settore dei beni culturali.



