Un nuovo stemma e un nuovo predicato per i Boymont von Payrsperg
I Boymont von Payrsberg appartenevano originariamente alla ministerialità dei conti di Appiano. Il loro capostipite, Enrico di Lagustel, nel 1236 ottenne la custodia di Castel Boymont ad Appiano, da cui i suoi discendenti non solo trassero un nuovo nome, ma anche un proprio stemma parlante, cioè d’argento al bue passante di nero. La prima attestazione certa di questo stemma dovrebbe essere costituita da un sigillo di Altum di Boymont del 1328, sebbene all’interno di raccolte sfragistiche ottocentesche sembrerebbe esistere traccia di un sigillo araldico più antico, del 1241. Sempre al Trecento risale la raffigurazione dello stemma all’interno del fregio araldico fatto dipingere nel 1389–1393 dai Vintler al secondo piano del palazzo orientale di Castel Roncolo presso Bolzano. Di poco successivi sono la lapide sepolcrale proveniente dalla chiesa di Santa Giustina ad Appiano, oggi presso il Museo civico di Bolzano, così come lo scudetto affrescato sulla cornice di una finestra del mastio di Castel Korb, sempre ad Appiano.
Suddivisisi già nel 1244 nelle due linee di Castel Boymont e di Castel Paierberg (Payrsperg) sopra Nalles, la prima linea si estinse nel 1411 e attraverso l’ereditiera Barbara von Boymont (†1440) il castello eponimo passò ai Kaßler, che nel 1415 ne assunsero anche l’arme antica inquartandola con quella dei signori di Ramüss, concessa loro dall’imperatore Sigismondo appena due anni prima. La linea di Castel Paiersberg sopravvisse invece molto più a lungo. Promossi al rango baronale nel 1568 e a quello comitale nel 1693, i Boymont von Payrsperg si estinsero in linea maschile nel 1791, in quella femminile nel 1851.
Per distinguersi dai Kaßler von Boymont, i Boymont von Payrsberg già alla fine del Quattrocento cominciarono a portare uno stemma inquartato: in 1 e 4 lo stemma antico (con il bue); in 2 e 3 le armi dei Payr von Nals, primi castellani di Castel Paiersberg, cioè d’azzurro al cigno dalle ali spiegate d’argento.
Due delle più antiche raffigurazioni di questo stemma inquartato ricorrono nella parrocchiale di Tesimo, in particolare su una delle chiavi di volta del coro, così come su una vetrata policroma del 1520, dove lo stemma accompagna il ritratto di Regina von Boymont-Payrsperg, (seconda) moglie di Veit von Andrian. Intorno al 1550 esso fu dipinto nello stemmario di Novacella, mentre al 1558 risale quello di Martin von Boymont zu Payrsperg su un epitaffio dipinto, oggi presso la residenza Ober-Payrsperg di Bolzano, commissionato dalla vedova Sophie von Breisach.
Poco dopo i Boymont von Payrsperg ottennero un secondo miglioramento araldico. L’11 maggio 1560 l’imperatore Ferdinando I investiva i fratelli Jakob e Martin, così come il loro cugino Sebastian, della residenza “in der Gaul” sotto Castel Paiersberg, di cui avevano già cominciato la ricostruzione, l’affrancava e concedeva loro di portarne il predicato, cioè ‘von und zu Schwanburg', nome che i costruttori avevano deciso di concedere al nuovo maniero traendolo dalla figura araldica che caratterizzava l'arme dei Payr von Nals. Fu allora che lo stemma avito con il bue fu posto in cuore, nei campi 1 e 4 fu spostato il cigno dei Payr, mentre nei campi 2 e 3 – già occupati dal cigno – venne posta l’arma degli estinti signori di Vaz (Grigioni), sui quali i Boymont von Payrsberg vantavano diritti di successione; scudo costituito da un inquartato, in 1 e 4 di rosso pieno, in 3 e 4 scaccato di azzurro e di argento.
Il diploma dell'11 maggio 1560 ci è giunto sotto forma di copia autentica, redatta nel 1780 dal segretario del governo dell'Austria Superiore e notaio pubblico papale e imperiale Josef Anton Roschmann. Se ne riproduce la miniatura dello stemma.
Archivio provinciale, Raccolta dell'Archivio provinciale II, pos. 33
Walter Landi