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Dalla morte per annegamento all’ossario fascista

03/08/2026, 14:00
Dettaglio del Registro dei morti della parrocchia di Terlano 1919
Dettaglio del Registro dei morti della parrocchia di Terlano 1919

Uno straordinario documento all’interno dei registri parrocchiali, consultabili sul sito dell’Archivio provinciale, illumina la vicenda del soldato italiano Davide Mariottini. Nato nel 1896 a Pulicciano, in provincia di Arezzo, da Raffaelo Mariottini e Camilla Perissi, prestò servizio nell’esercito italiano come soldato della 37ª Colonna Careggio.

Il 23 giugno 1919, verso le ore 17, Mariottini annegò mentre faceva il in uno stagno presso Settequerce. Il libro matricolare dei decessi di Terlano ne annota la sepoltura a cura di un cappellano militare italiano. La sua morte non fu quindi legata ad azioni di guerra, bensì conseguenza di un tragico incidente.

Particolarmente significative, tuttavia, sono le sorti dei suoi resti mortali: il 27 aprile 1938, la salma di Mariottini venne riesumata e trasferita nell’ossario di Burgusio, di nuova realizzazione. Durante il regime fascista, numerosi morti italiani originari di diverse regioni furono radunati in questi monumentali sacrari eretti lungo i nuovi confini dello Stato italiano. Gli ossari non svolgevano soltanto una funzione sepolcrale, ma facevano parte di un più ampio paesaggio della memoria attraverso il quale il regime fascista intendeva affermare simbolicamente il proprio dominio e le rivendicazioni italiane sui territori di confine.

Il caso di Davide Mariottini mostra chiaramente come vicende individuali siano state successivamente cooptate nelle politiche statuali della memoria e della propaganda. Un giovane soldato morto incidentalmente mentre faceva il bagno divenne così, post mortem, parte di quei monumentali luoghi della memoria che trasformavano i caduti in simboliche “sentinelle della nazione” (G. Steinacher).

Philipp Tolloi